Sulla mobilità elettrica ci sarebbero spiragli positivi. A confermarlo, le affermazioni di Giuseppe Maria Reina, sottosegretario per le Infrastrutture e Trasporti circa la proposta di legge a favore della mobilità elettrica illustrata nel convegno “FareAmbiente”. “Non c'è dubbio – ha detto - che l'auto elettrica sia quella del futuro e che la proposta di legge per la sua diffusione vada sostenuta, ma siamo in una fase di crisi e la prima cosa da fare è quella di pensare alle esigenze immediate e serie delle famiglie”. Proposta di legge a parte, però, occorre cambiare radicalmente e culturalmente il modo di concepire la mobilità finora ancorata al concetto del termico. “Inoltre – ha aggiunto Reina - siamo favorevoli a questo sviluppo a condizione che si parli di motori elettrici mossi da rinnovabili. In Sicilia per salvare la centrale dell'Eni a Gela fu approvata una legge che consentiva l'utilizzo di coke da petrolio che produce grande inquinamento e questo è una vergogna”. Sull'auto elettrica come opportunità anche per i produttori nazionali, Reina osserva come “in Italia nei grandi aeroporti siano utilizzate macchine elettriche realizzate in Sicilia. Una riconversione di Termini Imerese in questa direzione sarebbe assolutamente possibile e non disprezzabile”.
Ma quali sono le “azioni” per la diffusione di una mobilità pulita? I passaggi fondamentali nella proposta di legge prevedrebbero: realizzazione di un’infrastruttura per la ricarica elettrica sul territorio nazionale tramite un apposito “Piano Strategico”; incentivi diretti fino a 5mila euro per l'acquisto di veicoli elettrici (a decrescere negli anni successivi) e, in collaborazione con Regioni e Comuni la previsione di aree di ricarica nei “Piani regolatori generali comunali”; detrazioni Ici per la realizzazione di prese di ricarica “domestiche”; il “diritto alla presa”; sostegno alla ricerca.
















































































































