Nasce dal piano cottura il recuperatore di calore
Acqua sempre calda e taglio drastico delle spese energetiche. E' questo il principio che ha ispirato l'idraulico genovese Giuseppe Simonetta, di origini calabresi, per il suo progetto.
Il Recuperatore di calore per piani di cottura in acciaio inox viene applicato sui piani di cottura delle cucine dei ristoranti. Ogni tubazione della struttura contiene acqua. "Quando si accendono i fornelli per cucinare, l'acciaio si scalda (insieme alle pentole con il cibo) e, conseguentemente, sale la temperatura dell'acqua interna che va a finire in un apposito accumulatore, normalmente della portata di cento litri, e da qui - spiega Simonetta - l'acqua può essere immessa in un circuito che termina nella caldaia o nella lavastoviglie.
E qui c'è il risparmio energetico perché l'acqua è già a una temperatura di almeno 45/50 gradi e, così, sia una caldaia che una lavapiatti impiegano molto meno tempo (e molta meno corrente elettrica) per portarla a temperature superiori". L'impianto è in funzione a Genova da otto mesi nel ristorante dove Simonetta lavora, è perfettamente testato e non ha mai dato nessun tipo di problema.
Anche l'Unione Europea ha iniziato a interessarsi al progetto e ha offerto a Simonetta la possibilità di registrare il suo brevetto a livello internazionale visto che i costi dell'impianto, che variano da cucina a cucina, dal tipo di accumulatore installato e dalla lunghezza delle tubazioni, si recuperano a breve o a medio termine.
Il Recuperatore di calore per piani di cottura in acciaio inox viene applicato sui piani di cottura delle cucine dei ristoranti. Ogni tubazione della struttura contiene acqua. "Quando si accendono i fornelli per cucinare, l'acciaio si scalda (insieme alle pentole con il cibo) e, conseguentemente, sale la temperatura dell'acqua interna che va a finire in un apposito accumulatore, normalmente della portata di cento litri, e da qui - spiega Simonetta - l'acqua può essere immessa in un circuito che termina nella caldaia o nella lavastoviglie.
E qui c'è il risparmio energetico perché l'acqua è già a una temperatura di almeno 45/50 gradi e, così, sia una caldaia che una lavapiatti impiegano molto meno tempo (e molta meno corrente elettrica) per portarla a temperature superiori". L'impianto è in funzione a Genova da otto mesi nel ristorante dove Simonetta lavora, è perfettamente testato e non ha mai dato nessun tipo di problema.
Anche l'Unione Europea ha iniziato a interessarsi al progetto e ha offerto a Simonetta la possibilità di registrare il suo brevetto a livello internazionale visto che i costi dell'impianto, che variano da cucina a cucina, dal tipo di accumulatore installato e dalla lunghezza delle tubazioni, si recuperano a breve o a medio termine.
Maggio 2012











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