Nuove fonti energetiche, parte la corsa ai giacimenti di carbone
È conosciuto come coal bed methane (CBM) e potrebbe cambiare la geopolitica del gas naturale. In prospettiva, si tratta di ricavare gas metano da giacimenti di carbone o di scisti bituminosi e cioé da strutture di idrocarburi non utilizzate finora per l'estrazione di combustibili allo stato gassoso.
Il ricorso al CBM si inserisce in un quadro che vede la domanda di gas in Europa e negli Usa in forte arretramento: meno 8% in Europa e 7 negli Stati Uniti. Conseguentemente si sono ridotti gli approvvigionamenti dai grandi Paesi fornitori (Russia, Algeria e Norvegia per l'Europa e dal Canada in America del Nord), mettendo in crisi la struttura produttiva di molti giacimenti già in esercizio e rimandando lo sfruttamento di nuove aree di produzione già scoperte. Le prospettive per il 2010 e per gli anni seguenti non sembrano, per altro, in grado di recuperare la perdita di domanda che si è verificata nello scorso anno.
La maggior fonte dove poter attingere il Cbm sono i giacimenti degli Stati Uniti dove si trovano le vecchie zone carbonifere e quindi anchenel Nuovo Messico, Wyoming, Kansas, Iowa, Alabama e lungo la catena dei monti Appalachi. Complessivamente si stimano negli Usa riserve di CBM per circa 21 mila miliardi di metri cubi, superiori di 3 volte rispetto a quelle di gas naturale del Nord America. Un quantitativo sicuramente interessante.
Ma la corsa allo sfruttamento del coal bed methane non sembra fermarsi agli Usa. Altri Paesi con vaste riserve carbonifere come la Cina stanno già pensando di sfruttarle per ottenere gas in sostituzione del gas naturale di importazione. Inoltre, sembra che l'interesse per questi nuovi giacimenti di gas non convenzionale si stia estendendo anche all'Europa e progetti allo studio siano in atto in Norvegia, Francia, Polonia, Germania e anche in Italia.
Maggio 2012
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