La quotazione del paniere Opec, composto da 12 greggi, è tornata sopra gli 80 dollari barile, valore che non si vedeva dal 6 maggio scorso, cioè più di cinque mesi. Secondo quanto riferito dal segretariato di Vienna, il 5 ottobre il basket è salito a 80,14 $/t, in aumento di 19 cent rispetto al giorno precedente e superiore di 5,51 $/t rispetto alla media di 74,63 $/t registrata in settembre. Dal canto loro, sempre il 5 ottobre, a Londra, il future di novembre sul Brent è salito a 84,84 $/b (+1,56) a New York, quello sul Wti a 82,82 (+1,35). Il rialzo è dovuto al dollaro debole e ad alcuni dati macro positivi che giungono dall'economia Usa, che dimostrano come le attività non manifatturiere negli Stati Uniti si stiano riprendendo più velocemente delle previsioni. Per quanto riguarda i carburanti in Europa, sempre il 5 ottobre, la quotazione spot della benzina Cif Med è salita di 3 $/t, quella del gasolio è scesa di 4,25. Tutto questo crea le premesse per la benzina di un calo di 1 euro per mille litri e per il gasolio di 5 euro per mille litri nel mercato interno. A Rotterdam le quotazioni del biodiesel sono salite di 1,75 $/t, 1144 sul minimo e 1149 sul massimo. Lo sciopero al porto di Marsiglia ha ridotto la fornitura di benzina in Europa, quindi il mercato è corto e i prezzi salgono. Per ora le quotazioni del diesel sembrano essere state meno intaccate dalla congestione a Fos Laverà (v. situazione attuale in allegato), ma se lo sciopero dovesse protrarsi per tutta la settimana, le cose potrebbero cambiare. Infatti, i depositi di diesel a Marsiglia si sono svuotati.
















































































































