La Digos di Brindisi ha notificato alle direzioni aziendali di Polimeri Europa (gruppo Eni) e di Basell due decreti preventivi di sequestro emessi dal gip Paola Liaci su richiesta del Pm della procura Antonio Negro, per le sette torce di sicurezza esistenti nel polo petrolchimico di Brindisi (cinque della Polimeri Europa e due della Basell) nelle quali vengono dirottati gas e materie prime in caso di black-out o di avarie o blocchi al ciclo di lavorazione. Le indagini sono iniziate due anni fa e riguardano alcuni incidenti e malfunzionamenti del sistema di sicurezza di alcuni impianti del petrolchimico. Tra le denuncie e le richieste di intervento quelle del presidente della provincia di brindisi Michele Errico e della Gdf di Brindisi che ha denunciato come 63 militari, nel corso di una esercitazione di tiro in località torre cavallo, nei pressi del petrolchimico, erano stati investiti da sostanze gassose nocive verosimilmente provenienti dall'insediamento industriale proprio nel momento in cui le torce erano in funzione. La ripetizione dei blocchi di energia e la continua attivazione dei sistemi di “emergenza” hanno portato gli inquirenti ad avviare delle indagini durante le quali sono stati identificati “eventi così persistenti da qualificare inevitabilmente gli impianti di sicurezza (torce) come sistemi di combustione con conseguente immissione costante di gas non controllati in atmosfera”. “Innumerevoli - spiega la Digos - le circostanze registrate dai sistemi video installati all'esterno della cintura del petrolchimico che permettevano di ricostruire, con approssimazione per difetto, la frequenza di accensione delle torce, rilevata con una periodicità quasi programmata”.
















































































































