Produrre velocemente biodiesel grazie agli ultrasuoni
Potrebbero essere gli ultrasuoni l'ultima frontiera nella produzione di biodiesel. Grazie alle ricerche compiute dal dipartimento di ingegneria agricola dell'Università del Missouri, potrebbero essere proprio loro ad accelerare letteralmente la produzione di biodiesel. Attualmente, infatti, per produrre pochi millilitri di biocarburante in laboratorio occorre almeno un'ora. Il professor Bulent Koc, invece, ha messo a punto un innovativo sistema di accelerazione del processo produttivo che consente di produrre le stesse quantità ma in pochi minuti. Il processo convenzionale prevede l'unione di oli di origine vegetale di solito uniti al metanolo. Una volta venuti in contatto, alcool e olio scatenano una reazione chimica che libera gli acidi grassi i quali, però, rendono l'olio inadatto ad essere usato, così com'è, come carburante. Attraverso un generatore di ultrasuoni le onde attraversano la miscela di olio e metanolo che, riscaldando il composto, generano delle bollicine che poi scoppiano, e causano, a loro volta, un aumento della temperatura e della pressione. Tutto ciò consente di rompere i legami tra le molecole dell'alcool e dell'olio, facendo in modo che i due liquidi si miscelino più rapidamente. Una volta rotti i legami molecolari, gli acidi grassi si liberano, producendo un sottoprodotto della glicerina, mentre le molecole restanti danno origine al biodiesel.
Maggio 2012











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