Raffineria a Dunkerque, Total ottimista. Lavoratori sul piede di guerra
Mentre i sindacati discutono sulla ripresa degli scioperi - dopo l'annuncio di "interruzione permanente della attività" nel sito di Dunkerque - il gruppo petrolifero Total esprime ottimismo per il futuro, sia per il mantenimento dei posti di lavoro, sia per il progetto di ristrutturazione messo a punto, sia per gli investimenti. Intanto oggi si terrà una riunione alla prefettura di Pas-de-Calis con i rappresentanti di circa 400 ditte in subappalto, per illustrare alcune misure per queste aziende. Tranne i lavoratori, sul fronte, parrebbero tutti fiduciosi. Come anche il segretario generale di Total, Jean-Jacques Guilbaud che si è detto ottimista sulla possibilità di convincere i lavoratori di Dunkerque della bontà del progetto. Di contro, le parti sociali hanno duramente criticato la decisione e le proposte alternative, nonostante la rassicurazione dell'azienda di mantenere i livelli occupazionali. In particolare, Total - lo ricordiamo - ha annunciato la costruzione di un terminal per la produzione di metano a Dunkerque in collaborazione con Edf. Il progetto dovrebbe andare in porto entro il 2014 e impiegherebbe 1.200 persone per la costruzione, mentre una volta a regime aprirebbe la possibilità di 50 posti di lavoro dipendente e 150 posti nell'indotto. Il gruppo intende riconvertire le funzioni di raffineria in tre nuove attività: un "centro di formazione e assistenza tecnica" che assorbirebbe 225 dipendenti, un "deposito logistico" che impiegherebbe 15 unità, e "posizioni amministrative" per altre 20 unità. Ai restanti lavoratori, poco più di un centinaio, Total offre il trasferimento in altre raffinerie francesi del gruppo, il passaggio ad altro tipo di impianto o il pensionamento anticipato.
Maggio 2012
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