Al via lo schema di decreto legislativo di recepimento della direttiva 2009/28 sulle fonti rinnovabili. Lo ha deciso ieri il Consiglio dei Ministri anche se, ora, il testo dovrà passare all'esame delle commissioni parlamentari competenti. Rispetto alla prima bozza – come fa sapere Staffetta - il nuovo testo prevede un abbassamento della soglia di potenza per gli impianti che possono godere delle tariffe incentivanti assegnate tramite asta (da 10 a 5 MW, articolo 22); una nuova procedura semplificata per i piccoli impianti, estendibile per impianti fino a 1 MW (articolo 6); il limite a 1 MW di potenza per gli impianti fotovoltaici a terra in terreni agricoli che possono accedere agli incentivi a partire da un anno dopo l'entrata in vigore del decreto legislativo (articolo 8); l'attribuzione al Presidente del Consiglio di nominare un commissario in caso di inadempienza delle regioni per il conseguimento dell'obiettivo di sviluppo delle fonti rinnovabili previsto dal burden sharing (articolo 33). "Lo schema di decreto – ha commentato il ministro Paolo Romani - riforma il sistema di incentivazione, in vigore dal 1 gennaio 2013, dopo un congruo periodo di transizione, per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Il sistema prevede per gli impianti di piccola taglia (fino a 5 MW) un meccanismo a tariffa fissa e per quelli di taglia maggiore un meccanismo di aste competitive. Tale ripartizione sulla base delle taglie degli impianti risponde alla duplice esigenza di dare maggiori certezze ai piccoli investitori e di stimolare, nel contempo, comportamenti più efficienti tra i più grandi. Lo schema di decreto - aggiunge Romani - apporta chiarezza in merito ai certificati di origine dell'elettricità prodotta da fonti rinnovabili, che non potranno più essere utilizzati ai fini del raggiungimento degli obiettivi nazionali di sviluppo delle fonti rinnovabili". Soddisfazione è giunta anche da parte del ministro delle Politiche agricole, Giancarlo Galan. Mentre critica è la posizione di Assosolare sulla questione dello stop ai mega impianti su aree agricole.
















































































































