Scaroni su South Stream e Nabucco: unire i due gasdotti
Oltre a delineare possibili scenari per il gas non convenzionale, l'amministratore delegato di Eni, Paolo Scaroni, in occasione del convegno "Cera Week", ha anche affrontato il tema dei gasdotti in Europa, sottolineando la necessità di fusione tra South Stream (progetto sviluppato da Eni e Gazprom per trasportare in Europa fino a 63 miliardi di metri cubi di gas dalla Russia e dall'Asia centrale, passando sotto il Mar Nero) e Nabucco il cui obiettivo è invece quello di trasportare 31 miliardi di metri cubi di gas dall'Asia centrale verso l'Europa entro il 2020. "Questi due gasdotti - ha precisato - sono complementari e dovrebbero condividere il tratto che va dalla Bulgaria all'Austria". Obiettivo comune è quello invece di isolare l'Ucraina, attraverso la quale passa attualmente l'80% del gas che arriva in Europa dalla Russia. Entrambi i progetti, però, richiederebbero grandi investimenti. South Stream conta su Gazprom, il produttore di gas più grande al mondo, ovvero ciò che manca  a Nabucco. Ciò spiega il perché il progetto non sia ancora partito pur essendo stato concepito nel 2002. Secondo Scaroni, inoltre, i due progetti riuscirebbero comunque a centrare i loro obiettivi strategici attraverso la diversificazione delle forme di approvvigionamento e le rotte di transito. Per Scaroni, "la definizione di interconnessioni, lo sviluppo di fonti alternative e il rafforzamento dei corridoi di approvvigionamento, rappresentano tutte misure fondamentali per assicurare all'Europa forniture di gas abbondanti, convenienti e sicure".
Maggio 2012
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