Ci sarebbero conseguenze sull’approvvigionamento di prodotti petroliferi anche in Italia. Lo sciopero che da alcuni giorni sta infatti interessando il settore oil in Francia starebbe facendo sentire i suoi effetti anche nel Nord della Penisola. Questo perché dai depositi transalpini presso il porto di Fos-Lavera, dove lo sciopero va avanti da tre settimane, giungono in Italia rilevanti importazioni. La situazione però non è critica. Lo sciopero che ha mobilitato lavoratori in tutta la Francia contro la riforma delle pensioni si è esteso nei giorni scorsi alle 12 raffinerie che operano nel paese con una capacità complessiva di 1,85 milioni di barili/giorno. Secondo il Platts undici impianti su dodici si sono fermati o sono sul punto di farlo. Il primo ministro Francois Fillon ha attivato un'unità di crisi ed è già partito il ricorso alle scorte strategiche. Le associazioni delle industrie petrolifere UIP e UFIP hanno reso noto che circa 1.500 stazioni di distribuzione carburanti del paese sono colpite da scarsità di prodotti. Anche i lavoratori delle società che riforniscono di jet fuel gli aeroporti sono in sciopero e diversi voli sono già stati cancellati. Sono due gli scioperi che interessano il settore: quello dei lavoratori portuali contro una riforma della normativa del settore, che da 22 giorni tiene fermo il terminal di Fos Lavera, e quello sull'innalzamento dell'età pensionabile, partito invece il 12 ottobre. Il primo ministro Francois Fillon ha attivato un'unità di crisi e la Francia sta già attingendo alle scorte strategiche. Nel frattempo, secondo quanto riportano le agenzie internazionali, la Exxon – che gestisce due raffinerie nel Paese – ha dichiarato la forza maggiore su diversi contratti di fornitura. Nel frattempo il governo fatica a convincere gli automobilisti a non prendere d'assalto le stazioni di servizio per rifornirsi.
















































































































