Terremoto al Governo, Scajola dimissionario. Si scalda Paolo Romani

Si è dimesso il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola. "Per difendermi non posso continuare a fare il ministro", ha detto, annunciando le sue dimissioni nel corso di una conferenza stampa convocata ieri nella sede del ministero di via Veneto. Il ministro dimissionario ha incontrato nel pomeriggio il premier a Palazzo Chigi. "Il ministro Scajola - ha scritto in una nota il premier - ha assunto una decisione sofferta e dolorosa, che conferma la sua sensibilità istituzionale e il suo alto senso dello Stato, per poter dimostrare la sua totale estraneità ai fatti e fare chiarezza su quanto gli viene attribuito". Alla base della decisione di dimettersi dall'incarico ci sarebbero alcune vicende poco chiare che riguardano la compravendita di un'abitazione nel centro di Roma. Ha lasciato l'incarico, ha detto Scajola nel corso della conferenza stampa, perché "convinto di essere estraneo a questa vicenda e sicuro che sarà dimostrato, ma poiché considero la politica un'arte nobile, per esercitarla bisogna avere le carte in regola, senza sospetti". L'ex ministro ha poi detto di essere al centro di "una campagna mediatica senza precedenti, su una inchiesta giudiziaria nella quale non sono indagato". Scajola è chiamato a rispondere dell'acquisto di un appartamento con vista sul Colosseo che, secondo le carte in possesso della procura di Perugia, risulterebbe pagato in parte con 900mila euro di fondi in nero girati dall'imprenditore Diego Anemone, coinvolto nell'inchiesta sul G-8 alla Maddalena. Si tratta di un appartamento di 180 metri quadrati, di 9,5 vani, acquistato da Scajola dalle sorelle Barbara e Beatrice Papa il 6 luglio del 2004, dichiarato nell'atto notarile per 610mila euro, che sarebbe invece stato pagato 1,7 milioni di euro. Dagli accertamenti bancari risulterebbe che per l'acquisto della casa sarebbero stati utilizzati anche 80 assegni, secondo la procura di Perugia, ottenuti dall'architetto Angelo Zampolini, progettista del gruppo Anemone, versando 900mila euro in contanti presso una delle agenzie della Deutsche Bank, intestati direttamente alle proprietarie dell'abitazione. L'ex ministro sarà sentito il 14 maggio prossimo dai pubblici ministeri come persona informata dei fatti, cioè in qualità di testimone. Ora si aprono le ipotesi sulla scelta del successore: l'ipotesi più forte è che l'incarico possa passare a Paolo Romani titolare oggi delle deleghe alle Comunicazioni. Salendo di grado, Romani potrebbe dover lasciare a qualcun altro le sue deleghe: alcune indiscrezioni indicano Paolo Bonaiuti, attuale portavoce del premier e sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Al momento, però, si tratta solo di supposizioni. La strada di un tecnico, nella testa del Cavaliere anche donna, viene esplorata nelle ultime ore con riserbo ma anche con molta insistenza. Esiste forse una rosa nella testa del premier (fra le suggestioni ci sono anche Emma Marcegaglia e Diana Bracco) ma sembra che si sia ancora lontani da un scelta.

Maggio 2012
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